Percorso effettuato: Cogne (Q1534) - Lillaz (Q1611) - Alp de Loie (Q2219) - Lac de Loie (Q2344)
e ritorno per la stessa via.
Difficoltà del sentiero: T1 da Cogne a Lillaz, T2 per la salita.
Dislivello: 1000 metri.
Lunghezza del percorso: 12 Km
Sforzo equivalente: 22 Km
Durata (incluse le pause): 8 ore
Oggi, secondo i piani originali, avrebbe dovuto essere giornata di passeggiata tranquilla, per permetterci di recuperare sui muscoletti. Danila ieri pomeriggio rientrati dal rifugio
Sella, ci fa notare però che a partire da mercoledi la meteo dà pioggia, forse varrebbe la pena piazzare dentro qualcosa di intenso per martedi, e lasciare le passeggiatine per le giornate
uggiose. Il ragionamento non fa una grinza, e complice il fatto che né Rita né io sentiamo male alle gambe, passo all'ufficio delle giude alpine per farmi consigliare una escursione con un po'
meno dislivello. La guida presente non ha molta voglia di darmi consigli, e butta là qualche idea senza grande convinzione. Capisco l'antifona, non la voglio assumere...
Dopo cena tiriamo fuori la cartina, e dato che siamo tutti amanti dei laghi e laghetti, la scelta cade sul Lac de Loie, sopra Lillaz. Ci sarebbe anche la possibilità di fare un anello, passando
per Mont Bardoney, e scendendo dalla valle dietro le cascate di Lillaz, cosa buona, dato che la guida mi ha detto che la pendenza del percorso diretto è piuttosto tosta.
09:10 Tutti pronti al via, la perturbazione annunciata per domani sembra essersi già portata avanti con il lavoro.
Imbocchiamo la bella forestale che porta a Lillaz, come ieri sono contentissimo, ho tutto il tempo di scaldare i muscoli prima di affrontare la salita.
Percorso sostanzialmente piano, restiamo uniti tra momenti di ciacole e silenzi per ascoltare i canti degli uccelli e del fiume che corre alla nostra sinistra.
09:50 Sempre lungo il fiume passiamo l'insediamento di Champlong, che resta sull'altro lato.
10:00 Alle porte di Lillaz, zona attrezzata per i pic-nic. Dato che siamo in una regione di allevamento delle mucche, mi sembra giusto che l'attività di mungitura venga attuata anche sui turisti
:-)
Chissà se fanno sconti per grandi quantità? Passiamo l'abitato di Lillaz, e sull'altro versante del paesino troviamo la forestale che porta fino ai piedi delle cascate, bel percorso, pensato
anche per persone con difficoltà motorie o ipovedenti.
A due terzi del percorso (breve) verso i piedi della cascata, sulla destra parte il nostro sentiero.
Alla nostra sinistra il canto sinfonico delle cascate, da mettere in lista per una delle prossime giornate.
Il discorso adesso cambia, però. Il sentiero parte subito deciso seguendo un crinale che divide due vallette. In brevissimo ci alziamo bene, e io comincio ad arrancare, mentre loro tre, come al
solito, scompaiono.
10:30 Ad occhio e croce sono alla stessa altezza della testa delle cascate, circa Q1720. Le gambe mi stanno chiedendo se sono scemo o cosa, abbiamo già fatto un bel po' di salita ieri, cos'è
questa storia? Le faccio tacere, e ordino loro di continuare.
Anche perché dietro di me è comparso un Gigante, distante ma ben visibile: il Monte Bianco.
Resto affascinato dalla sorellina minore della grande cascata. Probabilmente nessuno viene qui per visitarla, ci passano tutti perché è sulla via di salita. Eppure, nel suo esile mormorare, anche
lei contribuisce al canto del fiume più in basso, e senza tanti strombazzamenti, esegue il suo compito senza farsi notare, come fanno tante persone ogni giorno compiendo il loro lavoro.
Saluto doveroso alla cascatella, poi via lungo il morbido sentiero, passetto dopo passetto.
11:10 Lungo la via noto le rose alpine con i loro frutti, una persona che sta facendo scalata sulla parete opposta, e tante tante persone che mi sorpassano senza nessun ritegno. Raccolgo i guanti
di Rita da terra, devono aver fatto una sosta in questo punto... Chissà dove sono orami... Decido per una sostina anch'io, il serbatorio è quasi vuoto. Se non altro mi consolo con la vista della
valle di Cogne da un punto discretamente elevato.
11:35 Salita, e ancora salita. Ormai sono all'altezza di uno dei due insediamenti minerari posti quasi di fronte a Cogne. Questo, il più vecchio, quando visto direttamente mostra la galleria
d'accesso alle zone di scavo.
Il secondo, più in alto, era quello più reditizio, ma si vede unicamente il grande edificio che ospitava i minatori.
12:00 Si rientra nel bosco, la salita non finisce più.
Comncio ad essere un po' scorato. Tutti che mi sorpassano, forse ho sbagliato attività. Ma non mollo facilmente, stringo i denti, e via un altro passetto.
12:20 Due teste conosciute! Il sentiero si apre all'improvviso sull'alpe de Loie, senza preavviso, e due buone samaritane mi hanno atteso.
Mi guardo in giro, altro alpeggio abbandonato. Sembra che qui non nessuno più carichi gli alpi. Tendenza in atto purtroppo anche in Ticino, col tempo questi spiazzi verranno rioccupati dal
bosco.
Il sentiero finalmente spiana, e posso dare tregua ai poveri quadricipiti. Mi meraviglia sempre cosa riescano a fare, tenuto conto del poco volume che hanno. Non sono forti, ma hanno una grande
resistenza, compagni fidati. Passiamo una piccola ganna...
...con vista sulla valle di Cogne.
12:45 Non dovrebbe mancare molto, secondo la cartina sono solo 150 metri dall'alpe al laghetto. Mmmmh, non ho guardato le curve di livello: non potevano farci arrivare con un bel percorso di tre
chilometri. No, salita nuda e cruda.
Bello il paesaggio, però. Forte, molto roccioso, anche se qui la vegetazione sale di almeno 400 metri più in alto che in Ticino.
13:00 La salita termina, breve percorso pianeggiante che passa la chiusura della valletta, ed infine appare il laghetto de Loie. Rimango incantato dal suo verde, molto simile a quello del
laghetto Sfille.
Piccolo gioiellino, tante persone tutt'attorno. Ci piazziamo per il nostro pic-nic spartano. Ho portato con me una bandierina delle preghiere tibetana, ce l'ho nel sacco da posare per Floriano e
i nostri cari (i tuoi, i miei), ma c'è troppa gente, vorrei trovare un posto più tranquillo, più intimo. Durante il pranzo discutiamo a quattro sulla via da seguire il ritorno. Il pensiero
della discesa dalla stessa parte non ci ispira particolarmente, decidiamo di arrivare a Mont Bardoney (siamo praticamente in quota) e scendere da li: più lunga chilometricamente, ma anche meno
pendente.
13:30 Sembra che abbiamo un cronometro incorporato: 30 minuti di pausa, e senza bisogno di parlare siamo tutti pronti per partire. Salutiamo il laghetto.
13:45 Arriviamo al passo che dà accesso alla zona del Bardoney. In effetti, guardandola, sembra lunghetta, e nel frattempo il cielo si è oscurato pesantemente. Al cartello rivalutiamo la
situazione, e decidiamo per il ritorno dalla via di salita: la probabilità di trovarci in mezzo ad un temporale durante la discesa da questa parte è troppo alta.
14:00 Così torniamo sui nostri passi, e ripassiamo dal laghetto.Uscendo dalla valletta che contiene la conca, bella veduta sulla parte opposta.
14:20 Siamo nuovamente all'alpe de Loie. Breve sosta per regolare gli scarponi prima della discesa. Rarità da queste parti, noto del quarzo (non cristallizzato), Ce n'è decisamente meno che in
Ticino, roccia di origine diversa, questa.
Scendendo (come salendo), attenzione a non schiacciare le formiche. Abbiamo visto diversi formicai, sia a terra che in vecchi alberi. Non sono sicuro di riuscire ad evitarle tutte, ma ci
provo.
14:45 Poi arrivi in punti come questo, con la vista spettacolare sulle cascate, e il ricordo della fatica scompare d'incanto.
Sarà che siamo discretamente allenati, sarà che non abbiamo voglia di prendere la pioggia, ma stiamo scendendo molto più velocemente di quanto immaginassimo.
15:30 In effetti in poco più di un'oretta ci ritroviamo sulla foresta della cascata. A conti fatti si sarebbe potuto fare il giro da Bardoney, durante la discesa il cielo si è
nuovamente aperto. Molto variabile da queste parti, e difficile fare previsioni.
15:45 Arriviamo a Lillaz, e decisamente una sosta birra / caffé / gelato ci sta. Troviamo un bel giardinetto, via i sacchi, e ci godiamo il refrigerio, dato che la temperatura ha iniziato ad
alzarsi. Fin'ora ci è andata bene, non è mai stato troppo caldo per camminare.
16:15 Sistemata la quenta, rimettiamo i sacchi e ci riavviamo. Passato il ponte, come ieri, chiedo il permesso di "spararmi" il tratto da qui a Cogne, percorso particolarmente indicato alla mia
struttura. E come ieri ricevo il permesso.
Mi sgodurio la forestale, le gambe che filano senza intoppi non ostante i bei metri di dislivello infilati ieri e oggi. Viaggio come un treno, sorpasso famiglie, nord-walkisti, tutto e tutti.
Passo regolare, da metronomo interno, non faccio fatica.
16:45 E come ieri, arrivato al parco dell'hotel, mi piazzo per attendere i miei compagni...
17:05 ...che arrivano dopo venti minuti. Rita ed io siamo felici, l'anno scorso quando avevamo fatto in due giorni il Tomeo e lo Sfille, il secondo giorno le gambe erano legnosette. Quest'anno
invece, sembra andare tutto bene. Magari siamo quasi pronti per il trekking estivo di una settimana del CAS Ticino :-)
Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di speciale).
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Alp de Loie e lac de Loie da Cogne (Aosta), 26.07.2011
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